
Da quasi trent’anni pratico e insegno pranayama (l’arte di controllare il respiro) e meditazione, pratiche che rappresentano per me una fonte inesauribile di benessere fisico e mentale, oltreché di espansione spirituale – come ti racconto nella mia newsletter di Substack, a cui puoi iscriverti qui, e in particolare in questo post. Pratiche che si muovono intorno a un semplice assunto: essere presenti al momento presente. Questo ora che non è un punto nel tempo, ma è un eterno presente, vasto e profondo. Ora già perduto, eppure ancora ORA, proprio come l’acqua di un fiume: sempre nuova, al tempo stessa sempre la stessa.
Nel divenire ed evolvere della pratica la semplice domanda che si rinnova è questa: è possibile mantenere vivo questo ora, nutrire vitalità, vibrare presenza? Lo Swara Yoga è stata per me la riposta ed è una continua rinnovata scoperta: un invito al respiro e alla meditazione, un viaggio di consapevolezza e una pratica profondamente attuale che esplora i misteri del Prana, la forza vitale che ci attraversa, per armonizzarci con i ritmi naturali del nostro corpo e dell’universo che ci circonda.
La pratica sottile dello Swara Yoga usa il respiro per purificare, rivitalizzare, bilanciare, illuminare. Farci tornare presenti, in quello spazio luminoso e aperto in cui ci espandiamo e riposiamo quando siamo in meditazione. Farci vivere sempre di più proprio da quello spazio. Accettando di perderlo, impariamo a ritrovarlo sempre più facilmente e naturalmente. A viverlo non come extra-ordinario, ma come espressione realizzata di chi siamo.
Lo Swara Yoga è una disciplina molto più complessa e completa del semplice occuparsi del respiro, una disciplina che ci svela la forte componente psicologica e spirituale dello Yoga. Continua a leggere per seguirci in questo viaggio alla scoperta della storia e delle pratiche dello Swara Yoga.
Cos’è lo Swara Yoga?

Lo Swara Yoga è una pratica yogica che mette in evidenza il potere del respiro e dei flussi energetici interni per promuovere l’equilibrio, la salute e la consapevolezza. Allenandoci all’osservazione attenta del suono, del ritmo e della forma del respiro e all’esperienza della meditazione, possiamo esplorare i misteri del nostro essere interiore e sviluppare una connessione più profonda con la Vita stessa.
Attraverso le pratiche dello Swara Yoga, riattiviamo un legame profondo con il nostro respiro, usandolo come ponte verso la calma interiore, l’equilibrio mentale ed emotivo. Questo invita la meditazione a realizzarsi naturalmente e allena la nostra mente a rimanere meditativa ed espansiva anche nei momenti più impegnativi della vita.
Storia dello Swara Yoga
Questa pratica è legata a una tradizione tantrica che è rimasta segreta per tanto tempo, in quanto permetteva di accedere a un sapere considerato esoterico: conoscere e approfondire la dinamica della respirazione in termini molto profondi – la forma, i movimenti e i ritmi del respiro – porta naturalmente la mente ad accedere allo stato di coscienza meditativo.
Nella tradizione tantrica, Shiva è conosciuto come Adinath, il guru primordiale che per primo colse la conoscenza dello Swara e lo trasmise alla sua discepola e consorte, Parvati (o Devi), alla quale chiese di fare in modo che questa scienza venisse custodita nella più assoluta segretezza, in quanto considerata non solo sacra, ma la più alta di tutte le Vidya (ovvero le forme di conoscenza). Shiva affermò infatti che, in tutti i sette Loka (o piani di esistenza), non c’è saggezza o tesoro maggiore dello Swara.
Significato della parola “Swara”
Il termine “Swara” ha radici molto antiche. In sanscrito significa “tono”, “vocale”, ed è spesso usato nel sistema musicale indiano, sia a rappresentare le note fondamentali, sia in riferimento alla musica e al canto, poiché le voci umane producono suoni di diverse tonalità. In questo senso “Swara” rimanda anche all’idea di bellezza e armonia. Da qui, il significato “il suono del respiro”, di quel flusso dell’aria che entra ed esce attraversandoci.
“Vai all’interno. Lascia andare il passato. Fidati del processo. Stai nel presente. Osserva il suo rivelarsi.”
Danna Faulds
I tre Swara
Esistono tre tipi di Swara, che corrispondono alle tre Nadi (o canali energetici) principali del corpo sottile. Osservando il respiro nel corso della giornata, possiamo notare che l’aria fluisce principalmente da una narice per un determinato lasso di tempo (circa un’ora e mezza), poi passa a quella opposta e, durante il cambio, attraversa parimenti entrambe per circa 5 minuti. Nel corpo umano, questi tre Swara costituiscono la struttura principale del nostro sistema, e hanno ciascuno specifiche caratteristiche:
- Lo Swara della narice Sinistra (Ida): corrisponde alla Mente o Chitta, che controlla i nervi sensoriali (occhi, lingua, naso, orecchie e pelle).
- Lo Swara della narice Destra (Pingala): corrisponde alla Forza vitale o Prana, che controlla i cinque organi di azione (apparato fonatorio, mani, piedi, sistema riproduttivo e organi escretori).
- Lo Swara di entrambe le narici (Sushumna): corrisponde allo spirito o Atma, che controlla l’anima, che detiene il controllo generale del sistema.
Da questa descrizione, emerge come gli Swara influenzino profondamente il nostro stato psicofisico e spirituale, in quanto vanno a stimolare specifici centri energetici, determinate azioni e diversi aspetti de sistema nervoso, legati ai due emisferi del cervello. Non è infatti mai un caso che lo Swara fluisca dalla narice destra in determinati momenti e, in altri, dalla sinistra: nel primo caso, può indicare che le forze praniche sono forti, mentre l’energia mentale è debole; viceversa nel secondo caso. Quando entrambe le narici sono aperte, la mente diventa concentrata e il corpo si fa sottile: allora la meditazione può avvenire naturalmente, senza sforzo.
In cosa consiste la pratica?
Quando parliamo di Prana e Swara, facciamo riferimento all’aspetto più sottile e vitale del Respiro, che è molto di più della semplice dinamica dell’aria che attraversa le nostre narici. Il Respiro viene spesso ignorato, ma continua 24/7 senza interrompersi mai, al di là che ne siamo consapevoli o meno. Costituisce la funzione più importante del nostro corpo, il dono prezioso attraverso cui si muove la Vita, senza di esso non potremmo esistere per più di 3 minuti – ti basterà provare a stare senza respirare anche per meno tempo per rendertene conto. Nasciamo col respiro, e moriamo col respiro. È, insomma, il compagno della nostra anima.
Secondo le Upanishad (un insieme di testi religiosi e filosofici indiani composti in sanscrito a partire dal IX-VIII secolo a.C.), lo Swara viene definito come atmaswarupa o brahma-swarupa (che significa “la forma o l’aspetto divino del Sé”), in riferimento alla consapevolezza che l’essere umano sia parte di Brahman, ovvero della coscienza universale. Di conseguenza, realizzare la verità del respiro significa realizzare la verità dell’Atman, dell’anima. Ed è questo il fine ultimo della pratica dello Swara Yoga: intendendo dunque il respiro come qualcosa di più di una semplice azione fisica, manipolare e controllare il respiro permette di svelarne il significato implicito, il “messaggio in codice”, e ogni respiro diventa così un veicolo per raggiungere la piena realizzazione.
Attraverso diverse pratiche – che coinvolgono il flusso del prana e il suo legame con pensieri ed emozioni – aumentiamo la capacità pranica ed espandiamo il nostro campo pranico, scoprendo gli aspetti sottili della nostra esistenza. Sviluppare la capacità consapevole di controllare il flusso della nostra forza vitale (Prana) ci assicura, inoltre, di non sprecarla e di invece canalizzarla a sostegno della nostra espansione, espressione ed evoluzione. Seguendo le pratiche dello Swara Yoga diveniamo sempre più consapevoli di questi processi, fino a riuscire a controllare il ritmo, la durata e l’intensità della respirazione e imparare quali pratiche eseguire a seconda dello stato in cui siamo.

Non solo, i diversi Swara, secondo la definizione che abbiamo dato nel paragrafo precedente, corrispondono anche a tre categorie di azioni in cui possiamo collocare ogni nostro gesto o stato: azioni mentali (stato di preoccupazione, momenti di organizzazione di qualcosa), fisiche (camminare, parlare, digerire) e spirituali (pregare, meditare). Nello Swara Yoga, dunque, è fondamentale avere consapevolezza di questo legame biunivoco, in modo da lavorare su uno Swara specifico in base all’azione che vogliamo compiere o, viceversa, adattare le nostre azioni rispetto alla condizione dei nostri Swara. Ad esempio, se la narice destra rimane predominante durante la meditazione, riscontreremo molte difficoltà fisiche nel mantenere l’immobilità, non riuscendo a entrare in uno stato di concentrazione profonda.
Quali sono le principali pratiche per controllare il respiro?
- Prana Flow e Osservazione del respiro: praticare flussi di movimento consapevole permette di armonizzare il libero fluire del prana e di allenare l’osservazione attenta del suono, della forma del nostro respiro e dei suoi ritmi naturali. In questo modo, influenziamo positivamente la nostra salute e un benessere consapevole e vitale di corpo, mente e spirito.
- Pranayama: una componente chiave dello Swara Yoga è il Pranayama, o il controllo del respiro. Regolare il flusso di energia vitale nel corpo calma la mente e aumenta vitalità e concentrazione, ad esempio tramite la respirazione a narici alternate (chiamata Nadi Shodhana).
- Meditazione e consapevolezza: lo Swara Yoga include pratiche di meditazione mirate a sviluppare la consapevolezza interiore, la quiete mentale e una connessione più profonda con il nostro essere interiore.
- Ritmi naturali e ciclicità: lo Swara Yoga tiene conto dei ritmi naturali e ciclici del corpo e dell’universo – ad esempio eseguendo determinate pratiche durante fasi specifiche del giorno o della luna, per massimizzare i benefici della pratica.
I benefici dello Swara Yoga

Lo Swara yoga ci fa comprendere la natura del respiro e la sua influenza sul corpo e sui movimenti pranici, portandoci a una più profonda comprensione della nostra struttura energetica e a conoscere come mantenerne un funzionamento armonioso. Lo Swara Yoga rende la mente più sottile e ci fa sperimentare il flusso di energia vitale – prana – per avvicinarci alla realizzazione della profondità ed immensità della mente, della coscienza e del cosmo. Se infatti non siamo consapevoli del nostro respiro e dei nostri flussi pranici e non riusciamo a bilanciarli, renderli costanti, equilibrati, sottili e uniformi, vivremo una vita molto più difficile e faticosa.
Conoscere la ciclicità dei tre Swara o flussi pranici e la loro diretta connessione col cervello e il sistema nervoso aiuta a comprendere molti aspetti e comportamenti della nostra vita quotidiana, dalla meditazioni a tutte quelle azioni che compiamo senza alcuno sforzo apparente (come la digestione). Il ritmo del respiro regola infatti tutti i nostri processi psicologici e fisiologici; se questo è irregolare, significa che c’è qualcosa non funziona correttamente nel nostro corpo, che non fluisce come dovrebbe. Gli effetti dello Swara Yoga si manifestano su diversi livelli: fisico (sonno, digestione, gestione della fatica), emotivo (senso di pace, calma e serenità), mentale (pensieri positivi), energetico (più vitalità) e spirituale (la non-dualità).
Per questo ho deciso di sviluppare un percorso interamente dedicato allo Swara Yoga. Un percorso in cui respireremo, useremo anche il corpo per aprire la possibilità di respirare meglio, e mediteremo.
“La respirazione non solo mantiene il corpo fisico. È anche veicolo per l’espansione e l’evoluzione della coscienza. Lo Swara Yoga ci apre all’esperienza del fatto che la nostra esistenza non comincia e finisce con il corpo fisico: al di la’ del corpo fisico, esiste l’energia; oltre l’energia, la mente; oltre la mente, la coscienza.”
Quali libri puoi leggere per informarti sullo Swara Yoga
Rimasta una scienza accuratamente protetta dalla tradizione, insegnata solo attraverso la trasmissione diretta da guru a discepolo, lo Swara Yoga ha una letteratura molto limitata. Esistono infatti pochissimi volumi teorici e pratici, e altrettanto pochi articoli autorevoli. Qui sotto ti indico i due libri di riferimento fondamentali, che ti consiglio di leggere dopo aver acquisito le basi esperienziali e filosofiche della pratica tramite un percorso guidato.

Lo Shiva-Swarodaya
Partiamo dal significato del titolo del libro: Shiva è la coscienza suprema, Swara è il flusso del respiro attraverso le narici e Udaya significa “sorgere”, ma anche “illuminazione”. Per cui Shiva-Swarodaya può essere interpretato come: “La conoscenza del passaggio dell’aria attraverso le narici secondo Shiva che porta all’illuminazione, al risveglio della coscienza”. È il libro principale di riferimento dello Swara Yoga. Si tratta di un antico testo tantrico scritto in sanscrito che sviscera in poco meno di quattrocento strofe una serie di conoscenze utili per il benessere psicofisico dell’essere umano, che vanno da pratiche per guarire dalle malattie a metodi per compiere azioni dall’esito positivo. Il volume è stato reso noto al pubblico europeo (prima francese), grazie alla traduzione dell’esperto di musica indiana e di yoga Alain Daniélou.

Swara Yoga. The Tantric Science of Brain Breathing
Scritto da Swami Muktibodhananda, potete sfogliarlo qui. Descrive lo Swara Yoga come un’antica scienza dei ritmi del corpo pranico, ed esplora i modi in cui il prana può essere controllato attraverso il respiro. Dopo anni di segretezza, questo libro divulga finalmente la teoria dietro allo Swara Yoga, approfondendo anche gli argomenti correlati relativi a prana, nadi e chakra. Il volume prevede anche una sezione pratica, in cui le tecniche dello Swara Yoga vengono descritte nel dettaglio. Infine, l’ultima sezione del libro contiene il testo originale sanscrito dello Shiva Swarodaya – che ho citato qui sopra – con una traduzione inglese. Swara Yoga è un testo adatto a praticanti di yoga avanzati e insegnanti; mentre rischia di essere ostico per chi si approccia per la prima volta a pratiche spirituali.
Vuoi sperimentare le potenzialità dello Swara Yoga?
Quando ho sentito il desiderio di voler riprendere a offrire più pratiche in italiano, spazi di condivisione ed espansione in cui incontrarci – online ma soprattutto in presenza – ho realizzato che la cosa più preziosa che posso condividere attraverso gli insegnamenti che ho ricevuto e la mia personale pratica, è l’esperienza della relazione sottile e trasformativa che possiamo allenare e sperimentare attraverso il Respiro, con il Respiro e – tramite questo- con la Vita in noi. Da qui nasce il mio percorso di 7 settimane Ritmo Vitale, in cui esploriamo una varietà di tecniche, che includono sequenze fluide di posture e movimento del corpo per consentire il libero fluire del prana, pratiche di Pranayama – controllo del respiro e osservazione attenta del suono, del ritmo e della forma del respiro -, Meditazione e filosofia yogica. Il tutto in modo pratico e rilevante per portare armonia e consapevolezza nella nostra vita quotidiana.
Puoi trovare il percorso di 7 settimane Ritmo Vitale, online, accedendo a 8 video pratiche da seguire con il tuo ritmo. Ma continua a seguirmi per non perderti il prossimo percorso in presenza!
Che tu sia un praticante esperto o nuovo al mondo dello yoga, ti invito a unirti a questo viaggio di scoperta interiore. Insieme, praticando e facendo esperienza, apriamo le porte alla trasformazione personale e alla crescita spirituale. E tramite queste, a un vivere con più agio, pace e bellezza la Vita.
quando ho studiato tecniche di pranayama oppure soltanto approfondito il controllo del respiro come naturale conseguenza dell’Hatha Yoga, Raja Yoga etc… di conseguenza ho praticato involontariamente lo swara yoga (che poi riguarda più il canto) sono tecniche e concetti che iniziando un cammino si incontrano… ma noi in occidente dobbiamo sempre estrapolare e fare seminari e spesso persone che non conoscono minimamente la giusta respirazione da effettuare durante la pratica delle asana dell’Hatha Yoga (a base le fondamenta), pretendono di passare alle tecniche di swara! Ovviamente anche viceversa… i vari stili di yoga insegnano… si deve fare tutto per un giusto cammino…. per la giusta conoscenza e consapevolezza. Buon lavoro